Itinerario Arabo Normanno

Duomo_Monreale_Sicilia - itinerario - genoardo park hotel

Suggestivamente posta sopra un terrazzo che domina la Valle dell'Oreto e la Conca d'Oro, Monreale è divenuta sinonimo assoluto dell'arte normanna per il suo grandioso Duomo.

Fondato nel 1174 da Guglielmo II e portato a compimento nell'arco di pochi anni, il duomo di Monreale ha una compattezza stilistica raramente riscontrabile in altre antiche costruzioni. Ammirevoli, all'esterno, sono i portali, resi preziosi dai battenti bronzei di Bonanno Pisano; l'elegante portico cinquecentesco, opera dei Gagini; l'abside ricco e raffinato di archi intrecciati e tarsie policrome in calcare e lava. Stupefacente, all'interno, il complesso dei mosaici a fondo oro culminante nel grande catino absidale con la poderosa figura del Cristo Pantocratore, realizzati tra il XII e il XIII secolo e raffiguranti il ciclo del Vecchio e Nuovo Testamento, che costituisce il più completo ciclo di tradizione bizantina. Ancora all'interno, caratterizzato dal santuario altimetricamente rilevato, di grande interesse sono, tra le opere d'arte, i sarcofagi in porfido di Guglielmo I e II; la cappella cinquecentesca di San Benedetto, rivestita di tarsie marmoree e rilievi; un cinquecentesco altorilievo di Ignazio Marabitti; la sontuosa Cappella seicentesca del Crocifisso attraverso la quale si accede al ricco Tesoro del Duomo.

Notevolissimo, infine, l'integro Chiostro Benedettino, duecentesco, all'interno del quale si trova un recinto ad arcate con colonnine sormontate da splendidi capitelli, che racchiude un'elegante fontana con colonna a forma di palma stilizzata che evoca le atmosfere dei "giardini-paradiso" orientali.

La cittadina sviluppatasi a partire dal basso medioevo attorno a questo complesso architettonico, vanta anche altri luoghi di interesse e soprattutto un interessante centro storico: i resti del Palazzo reale Normanno, inglobati nelle strutture del Seminario dei Chierici; la chiesa del Monte, decorata da stucchi serpottiani, la Chiesa del Collegio di Maria, la secentesca Chiesa della Collegiata, gli edifici civili sei-settecenteschi che arricchiscono il tessuto urbano, il magnifico Belvedere che si apre sulla Conca d'Oro.

Restando all'interno dell'antico Parco della Conca D'Oro, andando verso Palermo, si possono visitare i numerosi palazzi e ville che i conquistatori arabi usarono per abbellire questo magnifico giardino rimasto impresso nella memoria di moltissimi viaggiatori e letterati non solo italiani (Guy de Maupassant, Goethe etc.). Così scendendo verso la città di Palermo ci si imbatte nella Cuba e nella Zisa, nello Scibene e nella Cubula fino a giungere allo splendore del Palazzo dei Normanni al cui interno è la Cappella Palatina, dedicata per volere di Ruggiero I a San Pietro, essa è l'esempio più elevato dal punto di vista storico-artistico, della convivenza tra culture, religioni e modi di pensare apparentemente inconciliabili, poiché furono coinvolte dalla sapiente gestione del potere di Ruggiero II, maestranze bizantine, musulmane e latine. La Cappella sorse per sintetizzare le necessità liturgiche del rito latino e di quello greco, ne è d'altronde prova la pianta basilicale (latina) a tre navate ed il presbiterio (bizantino), sormontato da una cupola.

Come a Monreale l'immagine di maggiore impatto è il Pantocratore benedicente, presente nella cupola, esattamente realizzato secondo i più classici canoni bizantini. Interessante è la ripetizione di tale elemento nel catino dell'abside centrale, dove ha un effetto comunicativo e misericordioso nei confronti di chi accede all'interno della chiesa. Tra i mosaici più antichi, nel Diaconicon, spicca il battesimo di Cristo, opera realizzata con una stupefacente stilizzazione delle onde.

Proseguendo nella passeggiata, attraversando Porta Nuova, scendendo per la vecchia direttrice del cassero, oggi Corso Vittorio Emanuele si giunge alla Cattedrale di Palermo. Fatta realizzare da Gualtiero Offamilio in contrapposizione al Duomo di Monreale, sulle rovine della vecchia cattedrale di Gregorio Magno. L'esterno, nel presentarsi come palazzo munito, era segno  di potere temporale piuttosto che spirituale. Ciò è certamente dovuto alla figura di fine politico di Gualtiero, committente e probabile architetto, ed alla ideologia teocratica che ispirava gli uomini di Chiesa in quel tempo.

La cattedrale, mirabile esempio di sovrapposizione di stili, è sicuramente tra le architetture più rappresentative della città di Palermo. L'edificio attuale è il risultato di una serie di interventi che, in epoche differenti, hanno contribuito ad arricchirlo e a renderlo unico ed irripetibile. I campanili presenti sulle quattro torri sono del XIV secolo, mentre il portale principale, quello laterale e la sacrestia risalgono al secolo successivo. Nella seconda metà del Quattrocento, furono realizzati il portico medievale ed il nuovo Palazzo Arcivescovile. Tra il 1781 e il 1801, l'intervento dell'architetto Ferdinando Fuga, modificò fortemente l'impianto, realizzando l'attuale transetto e modificandone sia la cupola che i pilastri, stravolgendo irrimediabilmente i canoni linguistici della struttura originale.

Ancora oggi, comunque, nonostante tale intervento, la cattedrale di Palermo presenta come stile predominante quello fatimita, orientaleggiante, che la rende unica tra le architetture dell'occidente cristiano. L'interno è riccamente decorato con splendidi affreschi e mosaici del XII e XIII secolo e presenta diverse sculture del Gagini e del Villareille; contiene inoltre la famosa Assunzione del Velasquez che accompagna altri dipinti di autori sconosciuti. Nella cripta sono conservate le tombe, ben 21, degli arcivescovi di Palermo e il famoso Tabularium, un archivio storico di importanti documenti in Latino, Greco, e Arabo. Nella cripta si trova anche il cosiddetto Tesoro della Cattedrale comprendente varie opere d'arte che vanno dall'epoca normanna all'Ottocento: in particolare, la famosa corona dell'imperatrice Costanza d'Aragona, moglie di Federico II; uno stupendo breviario miniato del Quattrocento; un bel calice quattrocentesco, con il sigillo della Maestranza degli Orafi di Palermo; un reliquiario della Croce del Cinquecento. Di notevole interesse sono anche i paramenti ecclesiastici riccamente decorati e vari strumenti liturgici d'argento. Infine, vi si possono ammirare le tombe di Enrico VI, Federico II e di Costanza d'Aragona, alcuni passi del Corano incisi in una colonna, e la settecentesca urna d'argento che conserva le reliquie di S. Rosalia, protettrice di Palermo.

 
Copyright © 2012 Park Hotel Genoardo. All Rights Reserved. Powered by Visioni - We Network.