| Gli Arbëreshë in Sicilia |
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Quando gli albanesi arrivarono a Contessa, trovarono un casale appartenente ai Peralta, che sin dal 1520 lo concessero agli albanesi che si impegnarono a riedificarlo e popolarlo. Nel 1875 fu dato a questa località l'appellativo di Entella, antica città degli Elimi distrutta da Federico II, che si credeva sorgesse sulla Rocca d'Entella, una scoscesa cima rocciosa a terrazzo, incombente sulla valle sinistra del Belice. Il centro urbano di Palazzo Adriano venne edificato nella seconda metà del secolo XV da una colonia di profughi albanesi e nel 1482 Giovanni Villaraut, signore della terra di Prizzi ed enfiteuta del monastero di Fossanova per il casale e il castello di Palazzo Adriano, comunica i capitoli di fondazione a Giorgio Bonacasa rappresentante della colonia. L'impianto urbano è caratterizzato da uno schema radiocentro che ha come confluenza la piazza Umberto I sulla quale si fronteggiano le due chiese principali: quella di rito greco, dedicata a S. Maria Assunta, e quella di rito latino, dedicata a S. Maria del Lume. Nel 1400 il casale arabo Manzil Jusuf (Mezzojuso), divenne un centro albanese. Il paese sorge alle pendici del boscoso colle la Brigna, le cui pareti fanno da sfondo all'abitato dominato dai campanili delle due chiese madri, la chiesa dell'Annunziata di rito latino e S. Nicolò di rito greco. Della fine del XV secolo è pure la fondazione di Piana degli Albanesi. La Hora fu edificata su un declivio che scendeva verso l'ampia conca dove ha origine il lato destro del Belice. Tutti questi centri, oltre a custodire un patrimonio artistico di notevole pregio fatto da icone tardo bizantine, libri (molti dei quali sono stati restaurati a Mezzojuso), corredi e paramenti sacri, costumi e opere architettoniche, custodisce pure un patrimonio ricco di tradizioni che è possibile vedere in ogni cerimonia, nelle festività e anche nella vita comune con l'uso, in alcuni centri albanesi, della lingua originaria. |